Cari colleghi consiglieri.
Mi chiedo, come è possibile, che i Soci, approvino un nuovo regolamento di 37 articoli (e dove, in alcuni di essi, ci sono varie opzioni) con un Referendum, dove il Socio, su una scheda, può scegliere solo fra un si o un no.

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PRIMO MOTIVO

 

Ci sono molti motivi per contestare, sia il contenuto che la procedura adottata per la nascita del nuovo regolamento della Sezione ARI di Napoli.

Io l'ho fatto, con una Raccomandata al C.R.Campania e per conoscenza al C.D. Nazionale.

Desidero portare a conoscenza dei soci della Sezione di Napoli il contenuto di questa mia contestazione.

Il primo argomento è il presunto mandato del Consiglio Direttivo della Sezione ARI di Napoli ai Sindaci di indire il Referendum.

Stralcio dal verbale n°3/2006:

...................Ai fini della modifica del Regolamento di sezione ex art. 27 del vigente regolamento i presenti ad eccezione dei Soci   De Marco e Stellato deliberano di incaricare i Sindaci di attivarsi in proposito con chiusura dell'attività entro il 30-4-2006. A questo punto Stellato chiede ai presenti che le riunioni si tengano in sede onde evitare alzate di voce. Lignola fornisce al Sindaco Rocco il testo di una comunicazione volta al referendum di che innanzi........

In questo stralcio non trovo un mandato del C.D. ai Sindaci di indire un Referendum. La frase   "incaricare i Sindaci di attivarsi in proposito"   E' un mandato del C.D. ai Sindaci per un Referendum ? per me NO.  E la frase    "Lignola fornisce al Sindaco Rocco il testo  di una comunicazione volta al referendum di che innanzi"

E' un mandato del C.D. ai Sindaci per un Referendum ? per me NO.

Quindi, siccome un Referendum può essere indetto solo dal Consiglio Direttivo o su voto dell'Assemblea dei Soci, i Sindaci lo hanno indetto senza autorizzazione.

Basterebbe questo per annullare il Referendum, ma non è finita;

ci sono altri otto e più motivi per invalidare il tutto.

                                                                                                                                        i8tx

 


 

SECONDO MOTIVO

 

L'istituto del Referendum è regolato dall' Art. 27 che è questo:

ART. 27 VOTAZIONI PER REFERENDUM ED IN ASSEMBLEA
Le votazioni per Referendum sono indette dal Consiglio Direttivo o su voto
dell'assemblea dei Soci: in questo ultimo caso il Consiglio Direttivo ha
l'obbligo di indire il Referendum entro trenta giorni dal voto assembleare.
Il Consiglio Direttivo all'uopo trasmette a tutti i Soci, aventi il pieno
godimento dei diritti sociali e in regola con il pagamento della quota
sociale, apposita scheda sotto il controllo dei Sindaci.
A) le votazioni per Referendum, diretto, segreto e personale, sono indette
fra tutti i Soci Effettivi in regola con il pagamento della quota sociale
al momento dell'espressione del voto, ed aventi il pieno godimento dei
diritti di cui all'art. 15 per:
1) la nomina degli undici membri del Consiglio Direttivo e dei tre membri,
più due supplenti, del Collegio Sindacale
2) lo scioglimento della Sezione
3) per la revisione e modifica del presente Regolamento
4) per l'adozione di qualsiasi altro provvedimento di vitale importanza
per la Sezione
B) Tutte le altre delibere non contemplate nel precedente
Paragrafo possono essere prese dall'assemblea dei Soci.

Per il paragrafo:

1) NO

2) NO

3) NO Perchè impone la revisione e modifica del presente regolamento,

ma NO di un nuovo regolamento. Il che mi sembra ovvio, dovendo

modificare un solo articolo, di proporre, una sola alternativa al Socio,

che sceglierà fra un SI e un NO.

4) NO Perchè il Regolamento è molto importante ma non ha la caratteristica di essere vitale altrimenti non si capisce come siamo vissuti fin'ora.

                                                                                                   i8tx


TERZO MOTIVO

 

 

Oggetto:

I: Elezioni 2005 e Referendum Nazionale A. R. I.

Ricevuto il:

16/04/2005 06:12

 

 

 

 ----Messaggio originale-----
Da: ARI CR CAMPANIA <aricr.campania@tiscali.it>
A: undisclosed-recipients <undisclosed-recipients>
Data: venerdì 15 aprile 2005 23.03
Oggetto: Elezioni 2005 e Referendum Nazionale A. R. I.

"Per favore date la massima diffusione alla presente e-mail"

Ai Presidenti delle Sezioni A. R. I. della Campania

ai Signori Consiglieri ed ai Sigg.ri Sindaci

del Comitato Regionale Campania.

 Cari amici,

ho messo in circolazione questa e-mail, per farvi sapere che l'errore dichiarato, non è solo quello  a cui si fa riferimento e precisamente il nominativo di Barbera Alberto posto al n° 3, ma anche quello posto al n° 16 ove è stato trascritto prima il nome e poi il cognome della candidata Meoli Renaud Cristina.

Attenzione ! seguono gli altri errori.

Pur essendo stati da me avvisati sia i Sindaci Nazionalisia la rimanente parte del consiglio Nazionale, gli stessisi sono dimenticati di dichiarare che:

A completare gli errori vi è anche il modo di come è stato prospettato il REFERENDUM.

Sulla scheda è scritto:

" ......viene sottoposto a referendum l'eventuale modifica ...... "

Posto in questi termini il referendum diventa "Propositivo " e non  "Deliberativo" come previsto dalla legge.

 No Comment, si commenta da sola la efficienza di alcune persone !

 Si noti come sono bravi anche ad auto accusarsi PERCHé ?

......referendum la cui gestione era stata assunta totalmente dal Collegio stesso, con l'esclusione di intervento da parte del Consiglio Direttivo.

 

Cordiali 73 de

Il Presidente Regionale

I8KGZ Gianni Grassini

 

 In questa E-mail, il sindaco della Sezione di Napoli, che è anche Sindaco Regionale, i8lpw Rocco Gennaro, diffonde, un messaggio del C.R.Campania, a firma del Presidente i8kgz Gianni Grassini che, tra altre cose, afferma che, una proposta di modifica, è da considerarsi “Propositivo” e non “Deliberativo” come previsto dalla legge

Quindi se, per il Presidente del C.R. Campania, una modifica è illegale, figuriamoci per un nuovo Regolamento.

                                                                                                                                       i8tx


QUARTO MOTIVO

Nell’assemblea del 28-01-2006 con verbale n° 1/2006 i soci della Sezione ARI di Napoli hanno fatto una inequivocabile e precisa richiesta.

Stralcio dal verbale:

 ………. Conclude dicendo: mandare ai soci il regolamento regionale, la griglia del regolamento di sezione; i soci debbono far pervenire le eventuali modifiche entro la metà di marzo 2006. L’Assemblea è d’accordo di rimandare alla prossima riunione e con la proposta del socio Zanchino. …………

Rimandare alla prossima riunione, non ammette equivoci, è la richiesta di convocazione di un’altra assemblea. E che cosa fa il Consiglio Direttivo? disattende questa richiesta e non accoglie la volontà dei Soci.

                                                                                                                                        i8tx


QUINTO MOTIVO

 ART. 28 CHIUSURA DELLE VOTAZIONI
 

Qualora le votazioni per Referendum avvengano a mezzo posta, con lettera semplice, le stesse non possono chiudersi prima che siano trascorsi 25 giorni dalla data del timbro postale di spedizione dell'ultima scheda. Entro il termine fissato per le votazioni i Soci possono inviare
a mezzo posta alla sezione, la scheda con il loro voto, oppure possono provvedere direttamente alla consegna.
In rosso la parte dove il regolamento indica che le schede di votazione devono essere indirizzate alla Sezione (C.P. 336 Napoli) e non ci sono alternative, invece in questo Referendum le schede sono state indirizzate ad un Sindaco e nemmeno il presidente dei Sindaci. In verde anche la parte del Regolamento che consente di consegnare a mano la busta con la scheda di votazione anche pochi minuti prima dello spoglio, e questo non è stato consentito di farlo. Le buste, contenenti le schede di votazione, lasciano chiaramente vedere, anche senza una particolare lampada, come si è votato.

Le schede di votazione non sono siglate dai tre Sindaci.

La data del termine delle votazioni è di domenica e lo scrutinio addirittura dopo tre giorni.

Ricapitoliamo:

Le schede non possono essere consegnate a mano, ma a casa di un Sindaco, con le buste che lasciano vedere come si è votato e le schede non sono siglate da tutti e tre i Sindaci, la votazione si chiude di domenica e lo spoglio dopo tre giorni.

Se non c’è abbastanza, per annullare questa votazione.

                                                                                                                                     i8tx


SESTO MOTIVO

Il Regolamento, inserito nella stessa busta della scheda di votazione e quindi proposto a Referendum, non è stato ne discusso e ne approvato dal Consiglio Direttivo della sezione di Napoli.

                                                                                                                                      i8tx


SETTIMO MOTIVO

L’istituto del Referendum, nel Regolamento della Sezione ARI di Napoli non è regolamentato, quindi ci si deve riferire alle leggi Italiane vigenti.

Nell’ordinamento giuridico Italiano l’istituto del referendum è sottoposto al Quorum dei votanti.Siccome non ha superato il Quorum del 50% +1 dei votanti il Referendum è da considerarsi nullo.

                                                                                                                                       i8tx

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